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Vittoria e Colonna nello stesso componimento

Sonetto XXVIII

Roma, le palme tue, che in mani e in oro
Roder non può del tempo invida lima,
Fôran quasi di nulla o poca stima,
Poste a lato a costei ch’io sola adoro.

Quelle fenno all’Europa, all’Asia, al Moro
Ombra da’ sacri sette colli in prima,
Questa d’un bel diamante alza la cima
Ricca, del ciel nei più beato coro.

Ella è pur tua, e non poteva altronde
Uscir, che da quel sasso almo e famoso
Che diede al fianco tuo alta colonna.

Or sorgi al primo onore, anzi che roso
Sia dagli anni il bel tronco e l’auree fronde
E tu dal mondo, ella di te sia donna.

 

Sonetto XXVIII

Roma, le tue palme [i tuoi alberi vittoriosi], che in marmi o in oro non può rodere l’invidiosa lima del tempo, sarebbero quasi di nessuna o di poca stima, posti accanto a costei che, sola, io adoro.

Quelli fanno ombra in prima dai sette sacri colli all’Europa, all’Asia, al Moro [Annibale], questa ricca d’un bel diamante, alza la cima del cielo nel coro più beato.

Lei è pure tua e non poteva d’altronde uscire da altro che da quel sasso spirituale [almo] e famoso che ha dato al tuo fianco un’alta colonna.

Ora sorgi al primo onore, prima che dagli anni sia eroso il bel tronco e le fronde d’oro e tu dal mondo, sia lei la tua signora.

 

Commento al Sonetto XXVIII

Questo è l’unico componimento poetico in cui compare, insieme, sia il nome, sia il cognome di Vittoria Colonna. Compaiono nascosti sotto metafore, eppur compaiono. Questa è da considerare la prova più convincente che le poesie di Galeazzo di Tarsia sono dedicate a questa divina ed osannata donna del XVI secolo.

Nel primo verso, si parla delle palme di Roma e sappiamo, dal componimento poetico numero XXII, che Galeazzo chiama “arbor vittorioso” la palma. Questo diventa, quindi, il primo riferimento alla divina: Vittoria come allude la palma in quanto albero della vittoria.

Nell’undicesimo verso, si parla di un sasso, una roccia, da cui viene prodotta un’alta Colonna. Il riferimento del sasso o roccia è alla famiglia e la parte estratta da quel sasso è Vittoria Colonna, cioè la donna che da quella famiglia proviene.

 

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