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Sonetto politico con spunti privati

Sonetto XLI

Già corsi l’Alpi gelide e canute,

Mal fida siepe alle sue rive amate;

Or sento, Italia mia, l’aure adorate

E l’aere pien di vite e di salute.

Quante mi ha dato Amor, lasso, ferute

Membrando la fatal vostra beltate,

Chiuse valli, alti poggi ed ombre grate,

Da’ ciechi figli tuoi mal conosciute!

O felice colui che un brieve e colto

Terren fra voi possiede, e gode un rivo,

Un pomo, un antro e di fortuna un volto!

Ebbi i riposi e le mie paci a schivo

(O giovanil desio fallace e stolto)

Or vo piangendo che di loro son privo.

Sonetto XLI

Già ho attraversato le Alpi gelide e bianche, siepe mal fida alle sue rive amate; ora sento, Italia mia, le arie odorate e l’aria piena di vita e di salute.

Quante ferite mi ha dato Amore, poveretto, rimembrando la fatale vostra bellezza, chiuse valli, alti poggi e grate ombre, dai ciechi tuoi figli male conosciute!

O infelice colui che un breve e coltivato terreno fra voi possiede, e gode un rivo, un pomo, un antro e di fortuna un volto!

Ho schivato i riposi e le mie paci (o giovanile desio fallace e stolto): ora vo piangendo che di loro sono privo.

 

Commento

È una poesia che mescola vita privata (e aspettative private) con i problemi politici della penisola seguiti alla discesa in Italia di Carlo VIII. Per comprenderla, forse, è necessario considerare che Galeazzo è un militare e come tale impegnato nelle guerre d’Italia. I critici sostengono che questa è stata, per molti versi, la sua salvezza perché sia da Lipari, sia da Napoli, dopo qualche tempo, egli viene liberato perché c’è bisogno di soldati e, quindi, anche di un comandante di truppe locali come lui. In questo sonetto, Galeazzo fornisce un’interpretazione diversa: egli sembra attribuire alla calata di Carlo VIII e alle guerre che ne sono seguite, non tanto la propria salvezza, quanto l’origine delle sue disgrazie.

Non si sa molto della sua vita privata e del perché sia stato messo, per due volte, in prigione e, quindi, non si può giustificare il perché di questo sentimento, se esso sia vero, o se esso sia una difesa ipocrita del suo operato. Si può soltanto comprenderlo e raccontarlo attraverso il significato che si percepisce dalla poesia.

L’inizio è di tipo privato (ho attraversato più volte le Alpi), ma già il secondo verso diventa politico. Le Alpi sono state una mal scelta difesa delle amate sponde italiane. Il terzo verso ritorna ad essere privato. Ora, Galeazzo, sente quanto dovesse essere l’aria della penisola prima della guerra, quando era piena di vita e di salute.

L’amore per questa terra d’Italia, per le sue belle valli, alti poggi e ombre gradevoli, è stato speso ferito per lo scempio che ne hanno fatto le continue guerre. Beato colui che ha potuto godere di queste bellezze, con un piccolo terreno coltivato, dove c’erano poche cose che pur gli bastavano: un melo, un rifugio e il volto di una donna.

Non lo ha capito subito (in quanto da giovane era stolto e in errore) e per questo ha sempre schivato la pace e il riposo. Ora che non ha più quello che allora non desiderava (perché ha voluto e dovuto fare il militare), ne sente la mancanza.

 

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