
Sonetto VI
Tempestose sonanti e torbid’onde
Tranquille un tempo già, placide e chete,
Voi foste al viver mio simili, e siete
Simili alle mie pene ampie e profonde.
Spalmati legni, alme vezzose e liete
Ninfe ed ogni altra gioia a voi s’asconde:
A me ciò che facea care e gioconde
Queste luci e quest’ore egre inquïete.
Lasso ei verrà ben tempo che ritorni
Altra stagion che rallegrar vi suole,
Onde diversa fia la nostra sorte:
A me serene o chiari giorni,
O che s’appressi o s’allontani il sole,
Non fia che il mio tiranno unqua m’apporte.
Sonetto VI in prosa
Onde tempestose, sonanti e torbide, già tranquille un tempo, placide e quiete, voi siete state simili al viver mio, e siete simili alle mie pene ampie e profonde.
Navi spalmate [d’olio], anime vezzose e liete Ninfe [figlie di dei e di esseri umani] e ogni altra gioia si nasconde a voi: a me nasconde ciò che faceva care e gioconde queste luci e inquieta queste ore malinconiche.
Infelice [lasso], ci vorrà del tempo perché ritorni la primavera che vi suole rallegrare, onde diventi diversa la nostra sorte:
a me serene notti o chiari giorni, o che si avvicini o s’allontani il sole, il mio tiranno non mi apporterà nulla.
Commento VI
Amore è il tiranno di Galeazzo come di chiunque e fa vivere momenti diversi ad ogni uomo caduto sotto il suo giogo. Amore ti fa vivere momenti discordanti come diverse sono le condizioni in cui si può trovare il mare: tempestoso e torbido oppure tranquillo e quieto. Le onde del mare sono simili al modo in cui viveva il poeta, quando l’amore era vissuto senza problemi, e sono a volte anche simili alle pene d’amore ampie e profonde che, di tempo in tempo, si provano.
Quando le pene d’amore prevalgono, ogni altra gioia si nasconde per tutti voi. Per me si nasconde tutto ciò che faceva care e giocose queste ore inquiete.
Per me, ci vorrà molto tempo prima che ritorni una stagione, la primavera, che suole rallegrare e porta un nuovo inizio, contribuendo a rendere diversa la nostra sorte.
Il mio tiranno, amore, non porterà a me nuove notti serene e giorni tranquilli, sia che il sole si appressi alla terra, come in primavera, sia che se ne allontani come in autunno.


