
Sonetto XXIV
Chiaro e di vero amor marmo lucente
Che l’alta imago del divino amore
Serbi, qual gemma lucido colore
Nel più felice sen dell’oriente,
Chi può segnare un picciol raggio ardente
Dell’immenso splendor che t’orna fuore?
O l’altro in parte, che ti alluma il core,
Ombreggiar con la penna e con la mente?
Doveva stile il ciel darne o pensiero
Conforme a sì sublime e raro oggetto,
O non fuor del mortale uso intagliarti.
Ma poiché questo o quel non giunge al vero,
Scenda a parlar di te puro intelletto,
O almen basti il desio senza lodarti.
Sonetto XXIV
Chiaro e di vero onore marmo lucente, che serbi l’alta immagine del divino amore, quale gemma di lucido colore nel più felice seno dell’oriente,
chi può segnare un piccolo raggio ardente dell’immenso splendore che ti orna fuori? O l’altro in parte, che ti illumina il cuore, ombreggiare con la penna e con la mente?
Doveva il cielo darne stile o pensiero conforme a così sublime e raro oggetto, o non intagliarti fuori del mortale uso.
Ma poiché questo o quel non giunge al vero, scenda il puro intelletto a parlare di te, o almeno basti il desiderio senza lodarti.
Commento XXIV
Questo è uno dei due sonetti (nn. 24 e 28 dell’edizione Bozzetti) che, nel 1558, furono inclusi nelle Seste rime di Laura Terracina e rappresentano pertanto la prima pubblicazione a stampa dell’opera di Galeazzo di Tarsia. L’opera ebbe una seconda edizione due anni dopo, nel 1560.
Questi due sonetti sono diversi dagli altri due, più citati, che vengono pubblicati nel 1585 come composizioni in onore di donna Giovanna Castriota. Il che porta a quattro il numero di sonetti pubblicati nel XVI secolo prima della pubblicazione, parziale in quanto componente solo 36 Rime, di Giovan Battista Basile nel 1617.
Per questo come per altri sonetti d’amore di analogo genere, il problema riguarda chi sia questa donna a cui così tanti sonetti sono dedicati: Vittoria Colonna, la Donna Reale o la Giovinetta schiva o chissà chi altro. Perché in altro sonetto Galeazzo ammette che non si può resiste all’amore e, quindi, quanto più spesso esso si manifesta, tanto più numerose sono le donne che possono ispirare versi d’amore.


