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L’amore porta tormenti e dolore, ma non demorde

By 29 Novembre 2020Dicembre 29th, 2021Galeazzo di Tarsia

Sonetto XLVIII

Poiché tutte in aprir del cuor le porte

Ad Amor, l’alma sì veloce e presta

Peso di servitù dura e molesta

Dal tiranno crudel vien che supporte,

Sdegno di mia ragione feroce e forte

Guerrier, un suo soccorso alfin si desta

E i spirti accoglie e l’arme all’uopo appresta,

Perché le ingiuste sciolga aspre ritorte.

Ma qual ha fin l’aspro contrasto? Appena

Mira in campo apparir il suo nemico,

che pon giù l’arme, e riman presa e vinta.

Lasso, quanto me’ fôra al gioco antico

Star salda, che rubella esser respinta

A nuovo strazio ed a maggior catena.

Sonetto XLVIII

Poiché nell’aprire tutte le porte del cuore all’Amore, l’anima si trova a sopportare così veloce e rapida il peso della schiavitù dura e molesta [inflitta] dal crudele tiranno [amore],

finché non si desta in suo soccorso lo sdegno, forte e feroce guerriero della mia ragione, e gli spiriti accoglie e le armi appresta allo scopo, perché sciolga le ingiuste aspre [armi] rivolte [contro di me].

Ma quale fine ha questo aspro contrasto? Appena scorge apparire in campo il suo nemico, l’anima pone giù le armi, e rimane presa e vinta.

Infelice, quanto mi piacerebbe [me’ fôra] che l’anima stesse salda al gioco antico, [invece] che  ribellarsi [ed] essere respinta a nuovo strazio e a una più grande catena.

 

Commento XLVIII

Appena l’anima si apre all’amore, subito un crudele tiranno la aggredisce di pene e di sofferenze. Subito si reagisce con sdegno a questa situazione. Ma appena questo sdegno si trova di fronte all’anima amata, subito si arrende e lo sdegno finisce.

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