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Donna e alma reale

Sonetto XVIII

 

Che cerchi più la donna alma e reale,

Cuor mio? Che speri omai che non sia vano?

  • Io cerco ond’involar cibo più sano

Possa da lei, cagion d’ogni mio male.

  • Ella è tutto venen dolce mortale,

Fera leggiadra in bel sembianza umano.

  • Dunque deggio morir bramando invano?
  • A levarti d’affanno altro non vale.
  • Pietà! Tu m’hai pur detto: Taci ed ama

Ché Amor se stesso e non i merti libra.

  • Sì, ma chieder innanzi a te non lice.
  • Che poss’io far, se a forza altri mi chiama?
  • Celarti dentro la più occulta fibra.
  • E vivrò poi? – Vivrai forse e felice.

Sonetto XVIII

Che cerchi a fare la donna benigna e reale, o cuore mio? Che speri ormai che non sia vano?

  • io cerco come poter involare cibo più sano da lei, causa di ogni mio male.

 

  • Ella è tutto veleno dolce mortale, fiera leggiadra in un bel sembiante umano.
  • Dunque devo morire bramando invano?
  • A levarti d’affanno non vale altro.

 

  • Pietà! Tu mi hai pure detto: taci e ama perché Amore libera se stesso e non i meriti.
  • Sì, ma chiedere innanzi a te non è lecito.

 

  • Che posso io fare, se qualcun altro mi chiama a forza?
  • Celarti dentro la più nascosta fibra.
  • E vivrò poi?
  • [sì!] Vivrai, forse e felice.

 

Commento XVIII

Nel sonetto XVI, non si usa l’espressione Donna reale, bensì donna alma e reale. Forse perché, prima di reale, c’è l’aggettivato alma, nome di anima, il termine donna non viene messo con l’iniziale maiuscola. Oppure questo sonetto non fa riferimento, come la precedente, alla stessa Donna reale.

Tuttavia, perlomeno nell’atteggiamento, è identica alla precedente Donna reale con la D maiuscola. Infatti, anche questa donna reale si toglie agli occhi del poeta innamorato. Continua evidentemente a rifiutarsi all’amore del poeta. Questi perde ogni fiducia e lo dice, in questo sonetto XVIII, utilizzando lo strumento di un tormentato dialogo con il proprio cuore.

  • Inutile cercare la donna reale, o cuore mio, che rappresenti al meglio il tuo bisogno di amore.
  • Lei è la causa del mio mal d’amore.
  • Lei per te è veleno, una leggiadra fiera con sembianze umane.
  • Dunque, devo morire bramando invano l’amore?

E così via.

La donna reale, all’altezza dell’amore ideale sognato dal poeta, è irraggiungibile per Galeazzo.

 

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